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Scoperti i resti di un grande Asteroide

In un regione vasta tra Asia, Australia e Antartide:, sono stati trovati frammenti di un grande asteroide caduto circa 800.000 anni fa sulla Terra. Si ipotizza che dovesse avere un diametro di circa un chilometro.

Analizzando la composizione chimica dei frammenti scoperti, i ricercatori hanno individuato tracce di un minerale raro, chiamato reidite, e di zirconi, che si formano ad altissime pressioni.

Di qui la deduzione che i frammenti scoperti in Thailandia dovrebbero essere i più vicini al punto dell’impatto.

La scoperta è stata di recente pubblicata sulla rivista Geology, e la si deve ai ricercatori australiani della Curtin University guidati da Aaron Cavosie.

Secondo lo studio l’impatto dell’oggetto spaziale, potrebbe aver modificato il clima terrestre a causa dei detriti sparati in atmosfera che avrebbero bloccato l’ingresso dei raggi solari per alcuni anni.

Considerando la distribuzione dei resti in un’area molto vasta e le pressioni necessarie alla formazione dei minerali, i ricercatori hanno calcolato che l’asteroide probabilmente aveva il diametro di un chilometro e avrebbe generato un cratere largo circa 100 chilometri.

Tuttavia, nonostante le dimensioni e l’età relativamente recente, del cratere non ci sono tracce.

Il mistero del cratere mancante afferma Billy Glass, professore emerito di geologia presso l’Università del Delaware di Newark non coinvolto nella ricerca. “[I ricercatori] non possono restringere il cratere della fonte basandosi solo su campioni provenienti da una posizione”, ha detto. “Devono studiare campioni provenienti da tutto il sud-est asiatico”.

Cavosie e il suo team pianificano di esaminare più detriti dal campo disseminato in futuro. Sono perplessi sul motivo per cui un cratere che è sia presumibilmente grande che geologicamente giovane – il che significa che non è stato esposto a molta erosione a causa della pioggia e del vento – non è stato trovato.

Il cratere, se scoperto, potrebbe anche far luce su come l’impatto abbia colpito la vita nelle vicinanze.

“I nostri non troppo lontani antenati hanno assistito a questo impatto”, dice Cavosie. “Avrebbero potuto trascinarsi le nocche, ma un evento come la formazione di un impatto di diametro compreso tra 50 e 100 chilometri ha sicuramente attirato la loro attenzione”.