Uragano Ophelia e la sua rara traiettoria

L’Uragano Ophelia che attualmente si trova a circa 1000km dalle Azzorre, segue una traiettoria particolare e rara, ma non per la prima volta. In passato possiamo ricordare infatti prima di l’uragano Carrie nel 1957, Debbie nel 1961, Faith nel 1966 e Gordon nel 2006.

La Traiettoria di Ophelia

Sull’Europa sud-occidentale, come ben sappiamo, troviamo un vasto campo di alta pressione che sta tenendo da blocco a entrata di nuove perturbazioni atlantiche. L’uragano non appena si avvicinerà verso la penisola Iberica tenderà a virare verso Nord, poichè si troverà in acque più fredde e tenderà a trasformarsi verso una intensa perturbazione extra-tropicale e non riuscirà a contrastare l’anticiclone.

Ophelia quindi devierà verso Nord per poi raggiungere, ad inizio settimana Irlanda, Galles e Scozia.

Gli Uragani possono raggiungere l’Italia?

No, attualmente non è possibile che un Uragano raggiunga il nostro paese.

Il perchè sta nei fattori di formazione di un Uragano: affinchè si creino le condizioni ambientalmente favorevoli per la formazione di questi violenti fenomeni, devono coesistere i seguenti ingredienti: temperatura delle acque marine superiore ai 26 °C, intensa evaporazione, presenza di un’area centrale di bassa pressione circondata da zone a pressione più elevata e venti convergenti, umidità.

Queste condizioni sono necessarie, ma non del tutto sufficienti, dato che fenomeni che presentano queste caratteristiche favorevoli non sempre si sviluppano.

Gli uragani traggono la loro energia dall’aria calda e molto umida che si trova solo nella zona di oceano compresa nella fascia tropicale. Nel momento in cui l’aria converge e sale verso l’alto, inizia la perturbazione, che può crescere fino a divenire uragano.

Il moto di convezione tra l’aria calda e umida  che sale verso l’alto e l’aria fredda, più densa che scende verso il basso genera un vortice esteso che si prolunga i n una sorta di cono, attorniato da correnti dirette dal basso verso l’alto, in un moto a spirale che porta l’aria umida ad alta quota.

Le condizioni favorevoli per la nascita di un ciclone si riscontrano tra gli 8° e i 20° di latitudine, a una distanza di 500km dall’Equatore. Oltre al movimento di circolazione dell’aria dall’alto verso il basso, esiste un movimento rotatorio che determina la traiettoria del fenomeno.

Medicane, TLC o Uragani Mediterranei

NASA_Eumetsat, Earth Sciences & Image Analysis Laboratory – Nasa_Dundee

Sicuramente qualcuno avrà pensato al classico Medicane, TLC (Tropical Like Cyclones ovvero Cicloni di tipo tropicale) o da alcuni definito Uragano Mediterraneo, non l’abbiamo dimenticati ma non sono Uragani, la loro intensità del vento è inferiore ai 119km/h nella scala Saffir-Simpson (sistema di misurazione dell’intensità dei cicloni tropicali). Un uragano di Categoria 1 ha venti tra 119km/h e 153km/h.

La loro genesi è simile a quella degli uragani e si possono formare in sede mediterranea a condizione che vi sia una giusta temperatura del mare (26°C), presenza di aria molto calda e prossima alla saturazione nei bassi strati sopra la superficie del mare e una depressione al suolo che inneschi l’aerea di convergenza. In genere possono formarsi sullo Ionio o sul basso Tirreno  tra Agosto e Settembre.

Autore dell'articolo: Pardini Andrea