Early Warning – Tsunami e Terremoti

Interessante evento a cui abbiamo avuto il piacere di assistere durante l’edizione 2017 dell’Internet Festival a Pisa.

L’Early Warning,  è un sistema di allertamento rapido che consente di avvisare e compiere alcune azioni al verificarsi di un particolare evento che determina un pericolo.  Questo sistema è utilizzato per gli Tsunami e sta prendendo piede anche per eventi sismici. Attenzione è bene precisare che si tratta di una allerta precoce diramata immediatamente dopo la rilevazione di un evento potenzialmente pericoloso e prima che lo stesso raggiunga un determinato sito di interesse.

La scala temporale di allerta, dipende dal fenomeno specifico e varia dai secondi per i terremoti, alle ore o giorni per i vulcani, le alluvioni e altri fenomeni meteorologici. L’early warning non è quindi una previsione dell’accadimento di un evento (infatti l’evento è già avvenuto), ma dell’intensità con la quale l’evento giungerà ad un determinato sito.

Il Sismologo e ricercatore Alessandro Amato dell’INGV, ha esposto come queste tecnologie stiano prendendo uso anche in Italia, sia per il rischio Tsunami di cui anche il nostro mar mediterraneo non è escluso, sia dal rischio di eventi sismici che interessano la terra ferma.

L’avviso in caso di Tsunami

Lo Tsunami o maremoto che abbiamo cominciato ben a conoscere dal terremoto del 2004 nell’oceano indiano, è un moto ondoso anomalo del mare che produce diverse onde.

Le onde generate che non sono una ma diverse e viaggiano a velocità molto elevate: ad esempio con una profondità di circa 5000m la velocità dell’onda sarà di circa 800km/h, quando il fondale si fa più basso l’onda rallenta e tende a crescere in altezza, con 50m di profondità avremo quindi un onda che viaggia a circa 80km/h.

Il sistema di allertamento che è stato di recente attivato anche in sede mediterranea funziona con questa modalità: ci sono diversi sensori posizionati in diverse zone che in caso di mutamente anomali del livello del mare inviano un segnale ad un centro specifico il quale entro 14 minuti riesce ad inviare un primo avviso di allarme. Il quale verrà successivamente integrato di ulteriori messaggi man a mano che l’onda procede e si registrano ulteriori dati dai vari sensori.

L’avviso in caso di Terremoti

Anche per i terremoti il funzionamento è piuttosto simile, anche se però l’onda sismica viaggia più veloce di quella di uno Tsunami, ma è pur sempre possibile riuscire a dare un avviso pochi instanti prima che si verifichi l’evento.

Questo sistema in Italia non è ben diffuso ed è in via sperimentale, come ci ha spiegato Giulio Delitala, titolare di una azienda che si occupa di fornire strumentazione per l’early warning.

Abbiamo pertanto fatto riferimento a rete già attive presenti in altri paesi come in Messico e in Giappone. Su quest’ultimo vi è EEW, sistema di avviso di terremoto imminente, questo sistema come altri rileva le onde P di un sisma, ossia le onde principali che vengono rilevate da almeno due dei 4.235 sismometri installati in tutto il Giappone, i dati vengono automaticamente  analizzaati per valutare l’intensità del terremoto e determinarne la zona dell’epicentro. A questo punto, se il sisma supera una determinata intensità, parte l’allerta e viene avvisata la popolazione della zona attraverso vari canali di comunicazione come: sirene, segnali luminosi, radio, tv,..

Fonte INGV

Questo sistema può salvare delle vite perchè non esclude il rischio del terremoto, ma permette alla popolazione di ripararsi e mettersi in salvo. Qui di seguito abbiamo allegato un filmato che ci è stato mostrato, inerente il terremoto avvenuto in Messico, dove anche qui dagli anni 80 vi è una rete sismica  abbastanza funzionale che utilizzando segnali acustici permette di avvisare la popolazione. Purtroppo in questo caso non ha bene funzionato perchè il sisma è avvenuto vicino alla città colpita e i sensori di rilevamento erano più lontani e il tempo tra l’avviso e l’onda sismica è stato molto poco.

Da notare al 37° secondo parte l’allarme e la gente inizia a dirigersi verso il centro della piazza, circa al 40° secondo l’onda P raggiunge la zona e iniziano ad ondeggiare lievemente i pali sulla sinistra, verso il 50° minuto vediamo invece arrivare l’onda secondaria.

Tutti questi sistemi sono molto utili ma non saranno mai efficaci, finchè non verranno costruite e messi in sicurezza edifici pubblici e privati secondo le norme antisismiche! Ad oggi purtroppo nel nostro paese vi sono molto edifici: scuole, ospedali, singole abitazioni che non resisterebbero a scosse di una certa Magnitudo. Bisogna metterci in testa che l’Italia è un paese a rischio sismico da Nord a Sud, da Est a Ovest, si ci sono si zone dove il rischio è maggiore ed è più probabile che si verifichino eventi forti e zone dove il rischio è più basso ma non è escluso che anche queste zone possano veder il verificarsi di un evento.

Post Author: Pardini Andrea

Sostieni Rete Meteo Amatori
Contribuisci al nostro operato con una libera donazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*