Skip to content

Quick News

29 Tornado registrati in Italia nel 2016

Dal 2014 insieme alla collaborazione con la pagina Tornado in Italia, abbiamo iniziato questo progetto di classificazione dei tornado sul suolo italiano e da allora il nostro archivio conta ben 84 eventi distinti: 35 registrati nel 2014, 20 nel 2015 e 29 nel 2016.

Mappa tornado dal 2014 al 2016 sulla penisola italiana

 

Questo lavoro è stato possibile grazie alle centinaia di segnalazioni che ci sono arrivate sulle pagine Facebook “Tornado in Italia” e “Rete Meteo Amatori”, ognuna delle quali è stata verificata in modo da confermare o smentire l’evento.

La mappa è consultabile liberamente al seguente link https://retemeteoamatori.altervista.org/blog/mappa-archivio-tornado/

In questi tre anni l’evento più significativo è stato sicuramente il tornado ef3 che l’8 luglio 2015 ha colpito Pianiga, Dolo e Mira in Veneto, mentre per quanto riguarda il 2016, un evento degno di nota è stato il tornado che il 6 novembre ha colpito Ladispoli e Cesano. Per questo tornado, sebbene non esista alcun lavoro dettagliato di classificazione, si è deciso di aggiungere un grado (indicativo) compreso tra F1 e F2 della scala Fujita (scala F).

Basandoci quindi sui dati Fotografici e le varie testimonianze, abbiamo elaborato il seguente Report (Clicca qui per Scaricare). Dal nostro archivio sono escluse le trombe marine, poichè di difficile stima.

Quali approfondimenti si possono fare a livello statistico?

Purtroppo ancora pochi, a livello statistico tre anni di dati e 84 eventi in archivio non sono abbastanza per calcolare una media attendibile e fare analisi più approfondite. Possiamo, per ora, solo ipotizzare che il numero medio dei tornado che ogni anno si verificano sul suolo italiano andrà a situarsi in un range di 20/40 eventi. (Bisogna poi considerare che se per il centro e nord Italia è probabile che il numero degli eventi registrati sia piuttosto preciso ed al più leggermente sottostimato, in alcune zone del sud e specialmente delle isole, i dati sono e saranno incompleti a causa dalla maggiore estensione delle zone disabitate e della maggiore difficoltà nel reperire notizie.) Si possono inoltre abbozzare alcuni confronti con gli eventi americani.

Innanzitutto secondo i dati NOAA per gli USA, dal 1950 al 2014, sono stati circa 58’000 i tornado ed il 25% di questi è stato classificato con un grado pari o superiore all’EF2 della scala Fujita. Facendo un paragone con i nostri dati a disposizione, scopriamo che solo 4 eventi su 84 hanno raggiunto o superato il grado EF2, poco meno del 5%. Ora, premesso che questo dato debba essere utilizzato in modo indicativo, poiché affetto da un errore molto elevato, (serve infatti una serie storica ed un numero di eventi molto molto maggiore) è piuttosto probabile che il dato si mantenga ben al di sotto del 25% registrato in USA. Possiamo dunque fare un altro confronto che cerca di trovare una risposta al perché di questa differenza tra l’intensità dei tornado in Italia e quelli nelle Plains. Sappiamo che i tornado si dividono in due tipologia: mesociclonici e non mesociclonici e che i tornado mesociclonici sono, in genere, quelli più violenti, è perciò logico pensare che la percentuale dei tornado mesociclonici in USA sia maggiore che da noi; ed effettivamente è così. Da uno studio di Robert Trapp su quasi 4000 tornado dal 1998 al 2000 si evince che oltre il 75% di questi si forma da una supercella. Un numero molto maggiore al seppur parziale e provvisorio 23% che risulta dai nostri dati.

Infine una curiosità, anche questa da prendere a grandi linee. Utilizzando i nostri dati degli ultimi due anni si può facilmente calcolare che in media il Veneto è stato colpito da un tornado ogni 3900 km quadrati circa. Molti più che in Texas, dove, sebbene se ne verifichino in media 112 all’anno (fonte NOAA, serie dal 2005 al 2014) data la notevole estensione, se ne forma uno ogni ben 6200 km quadrati; ma molti molti meno che in Kansas che annualmente viene interessato da un tornado ogni 2100 km quadrati!

Downburst, Tromba d’aria o Tornado?

Molto spesso quando si verficano violenti temporali caratterizzati da forti raffiche di vento si sente parlare di “tromba d’aria”: in realtà il più delle volte, i danni causati dal forte vento sono da attribuire a quello che in gergo viene chiamato downburst, ovvero la corrente discendente della nube temporalesca. Nei temporali più violenti, come quelli a supercella, le raffiche di downburst possono raggiungere velocità prossime ai 100km/h, simili a quelle di un debole tornado. La differenza stà però nel fatto che la tromba d’aria o tornado i venti ruotano attorno ad un asse verticale mentre le raffiche di downburst si propagano linearmente. Altro aspetto sono i danni, i downburst i cui venti soffiano verso un unica direzione lasceranno detriti rivolti verso quella specifica direzione. L’area coinvolta sarà estesa e discontinua. Nei tornado invece la nube a imbuto interesserà un’area più limitata e anche i detriti saranno disposti in maniera circolare.