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Il Mistero della Nube Radioattiva

Sembra il titolo di un noto film di Hollywood, ma invece si tratta della realtà e riguarda l’Europa. Nelle scorse settimane radiazioni nucleari prodotte da iodio 131 hanno interessato quasi tutta l’Europa: l’intensità era limitata (gli esperti escludono eventuali conseguenze per la vita), ma il mistero riguarda l’ignota provenienza e le cause.

valori misurati durante il periodo di massima radioattività: sono tutti al di sotto della soglia di pericolo.

A gennaio le radiazioni sono state rilevate in prossimità del confine tra Norvegia e Russia, successivamente anche in altri paesi, dalla Finlandia alla Polonia, dalla Repubblica Ceca alla Germania fino alla Francia e alla Spagna. C’è chi ipotizza test nucleari russi nelle zone artiche, ma da nessuna fonte arrivano conferme.

Lo iodio 131 ha un tempo di dimezzamento di 8 giorni (significa che, statisticamente, ogni 8 giorni la quantità in atmosfera si dimezza), deve essere stato rilasciato molto di recente: in caso contrario, e presa per buona la bassa radioattività, non sarebbe più stato rilevabile nel mese di gennaio. E sappiamo anche che possiamo ragionevolmente escludere l’ipotesi di un test nucleare, perché non ci sono altri elementi radioattivi in atmosfera.

Sull’origine dell’evento, Astrid Liland della Norwegian Radiation Protection Authority afferma che «nei giorni in cui sono state rilevate le radiazioni c’era maltempo su gran parte dell’Europa, e questo ha impedito di risalire al luogo del rilascio. Alcuni indizi farebbero però pensare a un’origine dall’est dell’Europa». L’indagine, comunque, prosegue grazie anche a uno speciale aereo della US Air Force, che può rilevare anche piccolissime dosi di radiazioni e restringere così la zona di provenienza.

La Colpa forse delle Industrie…?

Altre Ipotesi, indicano che la presenza dello iodio 131 in atmosfera, potrebbe essere stato emesso nella produzione di sostanze per la medicina nucleare. (lo iodio 131 è usato per il trattamento dei tumori).

Pochi giorni fa, è stato pubblicato uno studio sui modelli di diffusione atmosferica dello iodio 131 dov’è riportato un caso analogo verificatosi nel 2011: in quell’occasione, l’emissione di sostanze radioattive era da imputare a un problema tecnico sui filtri dei laboratori dell’Institute of Isotopes (Budapest, Ungheria) dove si producono isotopi radioattivi per la ricerca e per la medicina nucleare. (Clicca qui per Visualizzare la Pubblicazione)

Fonte www.focus.it