Cosa sono i Downburst, macroburst e i microburst

Trombe d’aria, Tornado, Uragani  si legge sui giornali sempre dopo un violento temporale che ha causato forti venti. Ovviamente non si tratta di Urgani! Ma a volte il Downburst viene confuso con i Tornado o Tromba d’aria.

Il Downburst è una colonna d’aria fredda che in rapida discesa impatta al suolo perpendicolarmente dal quale si originano delle raffiche di vento che si espandono in tutte le direzioni dal punto di contatto proprio come in un’esplosione (burst). La zona sottostante al downburst viene interessata da intense raffiche di vento che possono causare danni  alle opere civili, al volo aereo e la caduta di alberi. Come si evince dalla definizione, la differenza che c’è tra Downburst e Tornado, sta nell’origine, la quale è differente tra i due tipi di fenomeni.

Esempio di Downburst
Qui una simulazione dei venti di un downburst:

 

Quanto può essere violento un Downburst?

 La violenza dei downburst è dovuta in parte all’evaporazione delle precipitazioni che cadono. Ossia, nel processo di evaporazione viene sottratto calore alla massa d’aria discendente che si raffredda ulteriormente, diventando ancora più densa  ed accelerando la velocità di caduta, da qui suddividiamo il fenomeno in due tipi:
WET DOWNBURST (Downburst Umido): questo è quello più violento perchè si manifestano piogge intense, anche a carattere grandigeno, violente raffiche di vento che nebulizzano le precipitazioni,  facendo diminuire sensibilmente la visibilità.
DRY DOWNBURST (Downburst Secco): in questo caso si osservano raffiche di vento senza precipitazioni che sollevano molta polvere dal terreno asciutto. La genesi di questo fenomeno è dovuto quando le precipitazioni attraversano uno strato d’aria molto secco che fa completamente evaporare la pioggia prima di toccare il suolo.

 

Esiste poi un’altro fenomeno i Macroburst che si formano quando le correnti discendenti dei downburst interessano una superficie orizzontale superiore ai 4km.
La loro origine è ricollegabile a sistemi a multicella spesso associati ad un fronte freddo. La loro durata arriva a circa mezz’ora ma a causa dello spostamento del temporale colpiscono varie località. In un Macrobust si raggiungono venti a 210km/h e oltre!
Se la superficie delle correnti discendenti coinvolgono fasce orizzzontali inferiori ai 4Km si parla di Microburst. Rispetto ai macroburst possono però essere molto più violenti. In alcuni casi possiamo raggiungere tranquillamente i 260km/h e oltre. La durata è di circa una decina di minuti sono più frequenti nei temporali a singola cella.

Autore dell'articolo: Pardini Andrea