6.0 o 6.2 INGV falsa il valore?

Si legge sui social e anche molti di voi ci hanno posto la stessa domanda, “Come mai il terremoto è stato classificato del 6 grado , in Italia . Mentre le altre nazioni hanno detto che è stato di 6.2″. “Lo Stato ha ridotto la Magnitudo per non fornire risarcimenti?”

Non c’è nessun complotto e nessuno vuole nascondere nulla!

Come qualsiasi parametro fisico, la stima della magnitudo è affetta da incertezza il valore di magnitudo calcolato dall’Istituto è pari a 6.0, più o meno 0.3.  All’interno di questo margine di incertezza rientrano sia le stime dell’Ingv, che si attestano sul valore di 6.0, sia quelle del Servizio per la sorveglianza geologica degli Stati Uniti (Usgs), che indicano un valore di 6.2.

Le stime fornite dall’Ingv, dall’Usgs e da altre agenzie internazionali rientrano nella variabilita’ aspettata. I margini di incertezza ed eventuali variazioni si devono ai dati utilizzati e ai modelli di riferimento. L’Ingv utilizza un modello delle velocità crostali calibrato proprio per l’Italia centrale e una densità di stazioni sismiche maggiore di quello delle altre agenzie internazionali che utilizzano modelli di velocità globali. Utilizzando invece i i modelli globali e un’altra tecnica di analisi dei dati, anche l’Ingv arriva a definire il valore di 6.2. Esistono infine diversi definizioni e metodi di stima delle magnitudo (magnitudo locale, magnitudo momento, magnitudo dalle onde superficiali e di volume, magnitudo durata). Queste vengono utilizzate a seconda del tipo di strumentazione che ha registrato le onde sismiche rilasciate dal terremoto e della distanza tra le stazioni e l’epicentro (scala locale, regionale o globale)“. Per il medesimo evento sismico dovrebbero quindi fornire stime della magnitudo identiche, ma “effettivamente forniscono valori leggermente differenti anche se di norma all’interno delle incertezze di ciascuna stima.

Sul discorso dei risarcimenti, è una bufala che lo stato abbia deciso di ridurre la magnitudo per evitare i rimborsi.., È bene chiarire che i rimborsi non si basano sulla magnitudo di un terremoto, bensì sull’intensità, misurata sulla scala Mercalli, che misura i danni che un terremoto ha provocato. Per capire meglio la distinzione, l’esempio classico è quello di un forte terremoto, poniamo di 9 di magnitudo: se avviene nel deserto, dove non ci sono edifici, l’intensità di quel terremoto sarà pari a zero
Quindi il fatto che la magnitudo misurata sia 6.1, 6.0 o 5.9 cambia poco ai fini della possibilità di ottenere i risarcimenti. Quello che conta è invece l’intensità che viene misurata sulla scala Mercalli che appunto misura non l’energia sprigionata ma i danni subiti dall’edificio. Un terremoto di magnitudo 4 può tranquillamente provocare danni per un’intensità 6 se nella zona colpita le abitazioni sono fatte di argilla (come insegnano alle elementari). Viceversa in Giappone esistono edifici in grado di resistere sostanzialmente indenni all’urto di terremoti di magnitudo molto superiore a 6. Quindi riassumendo: la magnitudo (che può essere locale o momento e quindi avere due misurazioni differenti) misura la quantità di energia sprigionata dal sisma, la scala sulla quale viene misurata è la scala Richter. L’intensità invece, misurata in gradi sulla scala Mercalli, viene invece valutata dalle squadre che operano sul territorio in base ai danni provocati dall’evento sismico.

 

Autore dell'articolo: Pardini Andrea